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Paola Erdas è cembalista dai molteplici interessi e dal repertorio ampio e poco convenzionale.
Il suo approccio artistico e musicologico si fondono all’attrazione squisitamente sensoriale verso il suo strumento, che la portano alla ricerca di un suono che diventa l’emblema e lo scopo della sua carriera.
I suoi studi accademici la vedono allieva di Diana Petech che la porta al diploma conseguito a Venezia e di Kenneth Gilbert alla Universität Mozarteum di Salisburgo.
Nel 1996, assieme a L. Cavasanti, fonda lo JANAS ensemble. A capo del gruppo, Paola propone al pubblico spettacoli creati pensando a una ricostruzione storica nel senso più ampio del termine.
Attiva anche nel campo della ricerca musicologica Paola ha pubblicato tre volumi di edizioni critiche delle opere di Perrine, Lebegue e Cabezon per la casa editrice Ut Orpheus.
I suoi sei CD solistici (Perrine – Venegas de Henestrosa – Il Cembalo intorno a Gesualdo – Lebegue – D’Anglebert – Cabezon) hanno sempre ricevuto ampi consensi dalla critica internazionale e sono stati per la maggior parte registrati su preziosi strumenti storici per meglio avvicinarsi all’ideale sonoro caro a Paola.
Molte e variegate le collaborazioni di Paola, interessata a spaziare tra i vari repertori e generi musicali e artistici in generale.
Dal 2006 collabora con Rolf Lislevand approfondendo il repertorio per liuto e cembalo.
Dal 2008, con Shyamal Maitra, esplora le possibilità timbriche del clavicembalo e dei tabla nei progetti “A Night in Goa” e “Musa Indiana”, focalizzato sulla musica indiana e iberica.
Dal 2012 inizia a collaborare con Andrè Lislevand, giovanissimo astro nascente della viola da gamba.
Del 2014 è lo spettacolo “Su Cantu in sas Laras”, creato da Sergio Ladu, incentrato sulla musica sarda, in cui Paola, immersa nella cultura della sua terra natale, si produce in veste di attrice e autrice di testi oltre che musicista.
Dal 2015 inizia una collaborazione con la specialista di musica medievale Claudia Caffagni con uno spettacolo dedicato alla figura della scrittrice Cristina da Pizzano nel quale è voce narrante e suona il suo clavicembalo medievale.
Del 2016 con la danzatrice Daša Grgič è il progetto DIH-respiro sulla corporeità della musica e sul respiro della danza.
Di prossima pubblicazione è un nuovo CD con l’ensemble Demesure (J.de Banes Gardonne; A.Guerrero; F.Pavan; P.Erdas) su cantate inedite di Giacomo Caresana.
Paola Erdas è cofondatore assieme ad Andrea Lausi del Festival Internazionale di Musica Antica Wunderkammer di Trieste.
Paola è professore di Clavicembalo e Tastiere Storiche nei Conservatori di Messina e Trieste.

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Paola Erdas is a harpsichordist with various interests and with a vast and unconventional repertoire.
Her artistic and musicological approach is melted with a deep sensory attraction to the instrument,  sound, the special sound which is the manifesto of her career.
After obtaining her diploma in Venice with Diana Petech, a grant allowed her to study for four years at the Universität Mozarteum in Salzburg in Kenneth Gilbert’s class.
In 1996, with recorder virtuoso Lorenzo Cavasanti, she founded the JANAS ensemble. Under her leadership the group, which was soon enlarged to become a multi-instrumental ensemble, has given public performances of programmes created with historical reconstruction, in the widest sense, very much in mind.
Paola is particularly interested in the early harpsichord repertoire, and combines her performing activities with in-depth musicological studies published by Ut Orpheus Edizioni (Perrine Pièces de Luth en Musique ; Lebègue Première Livre ; Cabezon Obras de Musica).
Her solo CDs (Perrine – Venegas de Henestrosa – Il Cembalo intorno a Gesualdo -Lebegue – D’Anglebert – Cabezon) have always received wide acclaim from international critics. They have been recorded on precious historical instruments, which help to achieve the ideal sonority and rare refinement of Paola’s harpsichord playing.
Paola is interested to explore various repertoires, musical genre and in various art’s forms and she collaborate with many musicians and artists.
Since 2006 she collaborate with the lute player Rolf Lislevand, in order to explore the connections between lute and harpsichord in the French repertoire.
Since 2008, with the Indian percussionist Shyamal Maitra, she has been exploring the possibilities of combining the timbre of harpsichord and tabla with a project, “A Night in Goa” and “Musa Indiana”  focused on Indian and Iberian music.
She starts in 2012 a collaboration with Andrè Lislevand, young rising star of viola da gamba.
In “Su Cantu in sas Laras” ( the Song on the lips) created by Sergio Ladu, Paola is involved in the music of her mother country, Sardinia, and for the first time she is involved like musician but also actress and text’s author.
From 2014 her studies in early repertoire began a new concert with the singer and lute player Claudia Caffagni around the poetry of Cristina da Pizzano, late XIV century, in which Paola is narrator and plays her medieval harpsichord.
In 2016 she starts a collaboration with the dancer Daša Grgič for the performance DIH-breath focused on the body substance and breath in music and dance.
A new CD is coming with the ensemble Demesure (J.de Banes Gardonne; A.Guerrero; F.Pavan; P.Erdas) with unedited cantatas by Giacomo Caresana.
Paola Erdas is cofounder with Andrea Lausi of the international festival of early music “Wunderkammer” in Trieste.
Paola Erdas greatly enjoys teaching as well as performing, and she is Professor of Harpsichord at the Conservatorio of Trieste and Messina, Italy.

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PERDAS – un’autobiografia

P come pietre, perdas nella lingua sarda. Come solidità imperitura, come lucore nell’acqua e tepore nel sole. Se dovessi definirmi questa sarebbe l’immagine che mi rappresenta. Che è poi il simbolo dalla mia terra, la Sardegna, con la quale ho un legame simbiotico, che va al di là del semplice luogo di nascita, perché è odore e sapore e carattere e cultura, differente e antica, a volte difficile, ma inevitabile.

E come elicriso, pianta tenace, dalle proprietà mediche, dal profumo denso e dolce. Cura per il corpo, per una bellezza conquistata, parallelo di una vita ricchissima di gioie ma non indenne dai dolori.

R come rosa, fiore semplice in origine, divenuto sempre più complesso, simbolo di delicatezza ma anche di forza, velluto e spine insieme. Come la musica, capace di sprigionare profumo incantatore ma anche di graffiare e di fare sanguinare chi il suono lo produce.

D come dramma, nel suo senso primigenio. Gusto per la messa in scena, nella sua accezione teatrale. Gusto per l’allestimento che sia un palco, che sia una tavola per un banchetto di amici cari. Della cura del particolare, della preziosità di una punta di curcuma o di noce moscata in più su una pietanza. Della Dolcezza che si deve avere nel carezzare i tasti per far cantare lo strumento.

A come arte. Ovvero Bellezza. In ogni sua forma ed epoca. Un rosso pompeiano che ricopre una parete o una messa di Dufay. Un abito di Ferrè e una chaconne francese. La complessità ordinata de Las Meninas e la semplicità complessa della Madonna di Antonello da Messina. Un sari indiano e una pietanza ricca di gusto e colore.
L’arte è libertà, a dispetto di tutto, come la Nike di Samotracia che si dona al vento, senza braccia, senza il capo, ma libera.

S come suono. Perché il cembalo è suono, di difficile creazione, ma proprio per questo di inestimabile valore. Perché il suono passa dalle dita alle corde, come un suonatore di liuto, ma ha questo “ostacolo” nel suo percorso, ha una macchina meravigliosa che è la tastiera, che permette tanto, ma che allontana. Quando, dopo tanto studio, dopo tanto pensiero, sono riuscita a suonare le corde del mio clavicembalo, direttamente, ecco, questo è stato creare la bellezza, creare una completa comunione con il mio strumento. S come Sorriso, perché è la cosa, forse, che mi viene più naturale di tutte. E ringrazio Dio per questo.